Disinfestazione: che cosa significa?

Cos’è la Disinfestazione:

Per comprendere appieno il significato della parola “Disinfestazione” è necessario capire cosa sia un’infestazione, da cosa sia provocata e come si sviluppi.
Può essere definita “infestazione” l’alterazione del numero di una o più specie, tale da risultare intollerabile per la quotidiana vita degli esseri umani.
Tale definizione è estremamente generale, ma solitamente vengono presi in esame insetti, roditori e volatili. Un Disinfestatore Professionista deve quindi valutare se quel determinato “infestante” abbia effettivamente superato la soglia di tollerabilità e, solo in quel momento, prendere coscienza della necessità di dover intervenire, ma sempre tenendo presente che il suo primo scopo è quello di ripristinare la situazione precedente e non di sterilizzare l’ambiente. Le infestazioni hanno solitamente conseguenze traumatiche o, in ogni caso, impatti notevoli, sia per quanto riguarda la salute delle persone, sia per quanto riguarda la salubrità degli ambienti di lavoro. Le più comuni, e conseguentemente le più conosciute, sono quelle da Blattoidei, Formicidi, Culicidi, Muridi e Murini.
Ma ve ne sono molte altre che verificheremo nella teoria e sul campo.
Quindi la “Disinfestazione” è un’azione correttiva volta a ripristinare la soglia di tollerabilità alterata e a rendere l’ambiente nuovamente fruibile per l’uomo.

Diversi tipi di disinfestazione
Blatte
Derattizzazione

Dei ratti fanno parte svariate specie, ma solo due sono presenti in Italia: il ratto nero (Rattus rattus) e il ratto delle fogne (Rattus norvegicus).

Il ratto nero è estremamente agile. Grande arrampicatore è particolarmente dipendente da terreni ricchi di vegetazione. Ha la coda lunga e le orecchie molto sviluppate. Il secondo è più grande, pur avendo le orecchie e la coda più contenuti. Il suo habitat ideale sono le fogne, ma anche le rive dei corsi d’acqua urbani lo attraggono. Entrambe le specie sono di origine asiatica, ma sono giunte alle nostre latitudini in periodi diversi. Infatti il ratto nero è presente da oltre duemila anni, al contrario del suo parente arrivato approssimativamente nel 1700. In ogni caso sono ambedue presenti in ogni angolo della Terra.

Topi

È noto a chiunque che i ratti siano portatori di svariate patologie più o meno gravi.
Per fare qualche esempio citiamo salmonellosi e leptospirosi. Non dimentichiamo però che sono stati proprio loro a trasmettere la peste che ha mietuto centinaia di migliaia di morti.
Sono generalmente onnivori, ma il ratto nero ama particolarmente frutta e cereali, contrariamente al ratto delle fogne che predilige alimenti di origine animale.

Mus Musculus (topolino domestico)

E’ il più comune tra le specie in esame. Vive a contatto con l’uomo dal quale si procura cibo essendo onnivoro. Riesce a passare da piccoli pertugi (5 mm.) e costruisce nidi nei quali fa partorire le proprie femmine fino a 15 volte l’anno.

Solitamente è attivo dopo il tramonto e sa riconoscere i propri familiari.

E’ resistente al freddo fino al punto di sopravvivere dentro ad una cella frigorifera. Può essere portatore di leptospirosi e di altre patologie.

Come si effettua la Derattizzazione


Abbiamo visto che tutte le specie analizzate vivono in gruppi più o meno numerosi e che hanno un loro territorio e un loro ciclo vitale.
Va da sé che, conseguentemente, un singolo intervento sia del tutto inutile, come inutili sono i sistemi meccanici di vecchio stampo, anche in considerazione dell’alto livello di intelligenza dei soggetti in esame.
Dovremo quindi progettare un piano strutturato di Derattizzazione a lungo termine con sistemi apparentemente inoffensivi che possano ingannare ed abbattere la colonia.
Per effettuare una Derattizzazione si utilizzano appositi dispositivi definiti dispensatori.
Questi devono essere installati in modo da non poter essere rimossi da bambini o da animali.
All’interno dei dispensatori vi sono apposite vaschette in cui è possibile inserire il prodotto in forma antidispersione. Tale prodotto dovrà essere bloccato con apposite asticelle in modo da risultare inamovibile.
In questo modo i soggetti potranno entrarvi e mangiare senza però asportare le compresse, che rimarranno sempre al loro posto.
Nei successivi interventi il Professionista rimuoverà le vecchie esche sostituendole con quelle nuove, pulirà in modo approfondito il dispensatore e si assicurerà che questo sia ben fermo ed ancorato. Inoltre valuterà il consumo, potendo così stabilire l’efficacia dell’impianto.

Spero vi sia stato utile questo articolo. Vi do appuntamento alla prossima settimana!